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"Se ascolto dimentico, Se vedo ricordo, Se faccio imparo"
Confucio
LA SCUOLA
La Scuola Impropongo Les Gramelot opera principalmente nelle province di Reggio Emilia, Modena, Parma e Mantova.
La formazione canonica degli allievi avviene attraverso i corsi biennali dove un’'accurata e innovativa didattica prepara gli aspiranti improvvis-attori alle performances d'’improvvisazione teatrale.
IL CORSO BIENNALE
Il Corso si rivolge a tutti coloro che vogliono scoprire o sviluppare le proprie capacità teatrali e comiche. Il Laboratorio offre un percorso di formazione dell'allievo utilizzando le metodologie fondamentali dell' improvvisazione teatrale; lo stimolo e lo sviluppo dei meccanismi creativi; gli esercizi teatrali per l'attenzione e l'ascolto; la costruzione delle storie. Durante l'anno si affronterà anche lo studio e la costruzione del personaggio, l'uso della voce e del movimento in scena ed altro. II corso è specifico come insegnamento del Match d'Improvvisazione Teatrale® e sarà concluso con un saggio-spettacolo.
Durante l'anno ci saranno raduni con le altre Scuole d'improvvisazione italiane dove si terranno stages specifici per gli allievi.
STRUTTURA DIDATTICA
Primo anno
Grammatica di base dellimprovvisazione teatrale. Stimolo dei meccanismi creativi individuali e di gruppo, l'ascolto, costruzione storie, creazione individuale e collettiva. Insegnamento e pratica della struttura del
Match dimprovvisazione teatrale®.
Secondo anno
Studio del personaggio, uso del corpo. Analisi e pratica degli stili teatrali, cinematografici, televisivi per limprovvisazione. Tecniche avanzate di improvvisazione (in rima, cantata, senza parole, con oggetti ecc.). Pratica del
Match dimprovvisazione teatrale®
con le squadre di allievi delle altre città.
Alla fine del corso biennale la scuola offre l'opportunità ai suoi allievi di entrare a far parte della compagnia amatoriale o professionistica.
Terzo anno
di approfondimento teatrale.
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COS'E' L'IMPROVVISAZIONE TEATRALE
Sebbene l'improvvisazione, intesa come modalità specifica di creazione artistica, sia attualmente conosciuta soprattutto attraverso l'esperienza della musica jazz, essa è presente, seppure con minor clamore, in diverse altre discipline artistiche: danza, pittura, poesia, teatro, altri tipi di musica ecc.. Basti pensare ad esempio a certe forme espressive della danza contemporanea, alla tradizione ancora ben viva dei poeti estemporanei in "ottava rima", a certe modalità espressive della pittura ecc...
Nel teatro, in particolare d'improvvisazione: che dopo aver conosciuto storicamente momenti di maggiore o minore fortuna e dopo aver toccato il suo apice storico con la Commedia dell'Arte, ha iniziato, con la formazione della compagnia in senso moderno e la sempre crescente importanza dell'autore prima e del regista poi, un progressivo declino fino a rimanere presente solamente nel bagaglio espressivo di alcuni grandi "mattatori" o di alcuni cabarettisti che usano generalmente l'improvvisazione come momento di uscita da un proprio monologo o come forma di interlocuzione diretta con il pubblico.
La società occidentale ha progressivamente svolto di fatto un'azione sempre crescente di controllo sull'evento spettacolare fino a farlo diventare il più possibile previsto, codificato e cristallizzato, negando al singolo individuo/attore la possibilità di esprimere direttamente la propria creatività e la propria vitalità, togliendogli in sostanza quel rapporto diretto ed immediato con il pubblico che dovrebbe essere la caratteristica costitutiva dello spettacolo "dal vivo" rispetto a quello "riprodotto" con l'ausilio dei nuovi mezzi tecnici.
Paradossalmente però mentre l'improvvisazione usciva lentamente dalla scena entrava sempre più da protagonista nella didattica teatrale tanto che le principali metodologie contemporanee per la formazione dell'attore danno largo spazio alla pratica dell'improvvisazione, anche se questa serve principalmente all'apprendimento delle tecniche teatrali, allo studio del testo, del personaggio e delle strutture della rappresentazione che poi verrà comunque generalmente definita con precisione.
L'attore che improvvisa si pone davanti all'atto artistico con un atteggiamento particolare: sa che deve necessariamente sviluppare un potenziale creativo che gli permetterà di essere in scena al tempo stesso: attore/autore/regista (di se stesso e degli altri attori con i quali lavora). Il lavoro sull'improvvisazione è quindi un lavoro di ricerca che stimola la creatività, la spontaneità, e l'ascolto dell'altro. Rivaluta in sostanza l'individuo/attore come momento centrale della rappresentazione.
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I LABORATORI
Nelle scuole
La realizzazione di percorsi specifici, secondo la fascia d'età, da inserire nella programmazione scolastica normale al fine di sviluppare le potenzialità creative, a controllare emozioni e paure, e a vivere il momento della rappresentazione teatrale. In sostanza non si tratta di insegnare ai ragazzi a diventare attori ma di aiutarli alla consapevolezza di una forma di espressione che essi fondamentalmente già possiedono, come possiedono la capacità di parlare e disegnare, senza che nessuno intenzionalmente glielo abbia mai insegnato. Si tratta di offrire, prima ancora di un aiuto un riconoscimento culturale a questa loro capacità e di avvicinare i bambini e i ragazzi da protagonisti liberandoli dalla passività di semplici consumatori di televisione, fumetti o videogiochi e di coinvolgerli in un'esperienza formativa e culturale d'ampio respiro.
Per i ragazzi
Corso indirizzato a tutti i ragazzi a cui interessa avvicinarsi al mondo del palcoscenico entrandovi non per la porta del "teatro classico", ma per quello del mondo della fantasia e del divertimento. Attraverso giochi teatrali si stimoleranno le potenzialità creative, l'ascolto e la costruzione delle storie. Si insegneranno le tecniche teatrali di base con la preparazione di uno spettacolo.